NickMitic, il 6 Jun 2006, 13:39, ha scritto:
FONTE SPORTITALIA.COM
Finisce con uno schizzo di veleno, il Giro d'Italia di Ivan Basso. A imbrattargli la maglia rosa è Gilberto Simoni. Dopo l'arrivo di ieri all'Aprica, a caldo, il trentino era stato duro. Oggi, al raduno di partenza dell'ultima tappa dal Museo del Ghisallo, si presenta deciso a rovinare la festa. "Mi ha chiesto soldi per farmi vincere" dice il trentino. Ivan Basso è proprio a due metri e resta allibito. I due si confrontano davanti alle telecamere. "Perché dici cose che non sono vere?" sibila Ivan. "Vuoi che diciamo la cifra?" replica Simoni. Sulla vicenda interverrà la procura federale della Fci. Ma intanto spacca il mondo del ciclismo. Perché l'accusa di oggi é di quelle infamanti, nel codice d'onore della tribù a pedali.
Una maglia rosa che chiede soldi per lasciare la vittoria ad un compagno di fuga, per di più un 'decano' come Gilberto Simoni? Difficile immaginare di peggio. Di accordi in corsa, di interessi comuni ed alleanze trasversali, è piena la storia del ciclismo. Ma la perfidia dell' accusa di Simoni è nel fatto che non ci sono testimoni. Obbliga a credere all'uno o all'altro. La versione di Simoni è circostanziata. "Avevamo cominciato a parlarci sin dal mattino - racconta - poi ci siamo confermati in salita. Poi, a 5 chilometri dalla fine viene a chiedermi dei soldi... Non ho mai chiesto la carità, non ho mai chiesto di vincere per favore. E chiedere soldi per lasciar vincere qualcuno non è nel mio stile, non l'ho mai fatto quando ero io ad avere la maglia. In quel momento mi è caduta tutta la motivazione". Basso si aspettava di 'far pace' stamani.
Simoni invece è nero, ancor più di ieri: "Io l'ho cancellato dalla mia considerazione. Non ho bisogno di Basso. Non ho nulla di cui giustificarmi, né voglio accettare scuse. Sarebbe come quello che prima ti manda all'ospedale e poi ti viene a chiedere scusa...". La rabbia non gli impedisce di riconoscere il valore atletico della maglia rosa. "Nessuno può togliergli il fatto che sia un grandissimo, ma quello che volevo contestare è il metodo. Non ho più sentimenti per lui". E sfoga l'amarezza: "In questo Giro ho combattuto tanto, più del podio cercavo una vittoria. Quando ci salirò, forse cancellerà le mie delusioni e la mia rabbia".
A 35 anni potrebbe essere il suo ultimo Giro. "Poteva esserlo anche quello dell'anno scorso - dice lo scalatore - ma poi, quando pedalo in corsa, finisco sempre per spingere anche oltre i miei limiti. E' quello che è successo ieri: ho tirato come un asino e come un asino sono rimasto in mezzo alla strada". Basso è sconcertato. A caldo reagisce con un sorriso, prima della partenza era convinto che Simoni ieri avesse parlato a caldo. Bisogna ripetergli due volte l'accusa del trentino prima che decida di affrontarlo davanti alle telecamere.
Poi sceglie di non fare sconti: "Cose come questa mi entrano da una parte e mi escono dall'altra. Se è vero che da un punto di vista poteva anche avere ragione, dall'altra è vero che da parte mia non c'é stata cattiveria, né premeditazione. Soprattutto, non c'é stata quella porcheria della quale ha parlato". "Nessuno - aggiunge la maglia rosa - può permettersi di rovinarmi questa giornata. In questo Giro ho dimostrato più volte di essere stato superiore. Ed anche ieri ho fatto vedere di aver meritato la tappa. Che poi uno possa decidere di concedere una vittoria o meno è un'altra storia. Però ha esagerato. Trovo sgradevole che mi si voglia rovinare questa giornata. Ma non ce la faranno, perché io sono molto forte". Tanto, da sorridere sul podio di Milano. Anche se indossa una maglia rosa schizzata di veleno.
Odysseus, il 6 Jun 2006, 18:12, ha scritto:
Mah!
Qui mi pare che c'ha perso solo Simoni...