AlbioB, il 09 maggio 2007 - 05:26 , ha scritto:
entrambi sono ambientati non in futuro, ma in un presente distopico...
Matrix č ambientato nel futuro. La matrice riproduce un mondo che, temporalmente, č simile a quello a cavallo tra la fine del ventesimo e l'inizio del ventunesimo secolo.
Nel mondo "reale" c'č stata una guera tra uomini e macchine i cui semi affondano in quel periodo storico. Non č dato sapere esattamente quanto tempo sia passato
dalla fine di questo conflitto che ha visto l'umanitā uscita sconfitta dal confronto con le intelligenze artificiali.
Non ricordo se in Animatrix, nell'episodio il Secondo Rinascimento, veniva fornita una data esatta per lo scoppio del conflitto o tanto meno posso dire che quella storia
possa inserirsi nella "continuitā ufficiale" di Matrix.
Anche V for Vendetta č ambientato nel futuro. Un futuro alternativo ma pur sempre futuro. La Gran Bretagna č sopravvissuta indenne, unica nazione al mondo per quanto
ci č dato sapere, ad un conflitto nucleare. Il partito delle Croci del Nord si afferma come forza politica in grado di garantire al paese ordine e stabilitā in un mondo impazzito
e alla base della sua dottrina c'č la presunta superioritā della razza anglo-sassone che č passata indenne attraverso l'apocalisse.
In questo modo veniva giustificato il piano di pulizia etnica che porta all'internamento e all'eliminazione di tutti quelli che non appartenevano a tale etnia.
Tra i prigionieri probabilmente c'era anche V che viene lasciato intuire essere stato il soggetto, insieme ad altri, di qualche tipo di sperimentazione.
Neanche in V for Vendetta veniva fornita una data precisa ma non credo fosse un futuro troppo remoto nella mente di Alan Moore che l'ha scritto a partire dal 1982.
Difficile avere dei riferimenti temporali, visto che probabilmente il progresso tecnologico č stato fortemente penalizzato dall'olocausto nucleare.
Ho visto il film. Non posso dire che sia un brutto film ma avevo in mente, per ogni sequenza, le tavole di David Lloyd e i dialoghi di Alan Moore e non li ho ritrovati
sullo schermo. La sceneggiatura dei fratelli Wachowsky mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. La regia di James McTeigue non mi č dispiaciuta.
Hugo Weaving č riuscito nell'impresa di dare espressivitā ad un personaggio perennemente in maschera.
Di tutto il film č stato propio il buon vecchio "mezzo gnomo" quello che ho preferito.